Gruppo Sagra

Quando alla Sagra...si giocava senza frontiere

palo-cuccagnaQuanti di noi si ricordano i ‘Giochi senza frontiere’? No, no non parlo di quelli visti in TV seduti in poltrona; parlo di quelli giocati durante le serate della ‘Sagra di San Michel’ nell’ultima settimana di settembre. Eh si, serate fresche e … bagnate; bagnate perché si giocava con l’acqua, nell’acqua; la protagonista della festa era proprio l’acqua, che arrivava con improvvisi gavettoni, acqua che sfrecciava dentro palloncini, le cosiddette ‘bombe’, e dove colpivano … lavavano.

La temeraria piscina: per riempirla avevamo lasciato a secco don Lorenzo per notti intere. Eppure le squadre che rappresentavano i giovani, gli adolescenti, gli scouts, il gruppo Farsatira non indugiavano un istante a tuff arsi nella piscina per raccogliere  dal fondo i dischetti in plastica colorata. Era uno spasso vedere i partecipanti affannarsi per conquistare più punteggio possibile, sostenuti da una tifoseria urlante, essa stessa qualche volta coinvolta da palloncini vaganti!

Non dimentichiamoci di un ‘corpo infermieri’ pronto a curare le abrasioni subite nella corsa con i mattoni legati sotto i piedi, al posto delle scarpe, oppure le molteplici abrasioni a mani e cosce, quando i concorrenti, seduti dentro le carriole, si cappottavano cadendo sull’asfalto. Il pronto soccorso interveniva dopo che si era oltrepassata la linea del traguardo, accolti da un boato di grida e applausi, non solo dai sostenitori della propria squadra, ma da tutti i presenti, perché quella era la festa di tutti!

E che dire del gioco della cuccagna? Si sperava che il sorteggio permettesse di salire per ultimi; si valutavano i cinque concorrenti per posizionare sotto i più tarchiati e favorire i magri nella salita. Si studiavano tecniche di salita, con le tasche piene di segatura, si approfondivano strategie con molteplici intrecci di braccia, gambe e …teste; si saliva con la forza delle braccia, ricoperte di stracci e sacchi di  patate.

Immaginate veri e propri salti alla trincea verso il palo, per poi affl osciarsi in un mucchio scomposto di corpi sporchi ai piedi del palo. L’arbitro si apprestava poi ad abbassare il cerchio con i premi appesi: un salame, un cartoccio di caramelle, una busta con cinquemila lire, una formaggetta; il tutto da condividere con gli altri e con gli arbitri stessi.

sagra-acqua sagra-cariola

 

Adesso che possiamo dire?!

Semplicemente che ci si divertiva insieme.
Sapevamo che insieme si potevano attuare cose che sembravano impossibili,
appagati dal sorriso felice e compiacente degli amici.

…oggi siamo ancora capaci di giocare e sorridere assieme!