EDU (catechisti e animatori)

Catechista a tutto tondo

Sono Paola, 66 anni, sposata con due fi gli grandi di 40 e 33 anni.
Ben 38 anni fa ho iniziato la mia avventura in parrocchia quale catechista, a seguito dell’invito fatto dal nostro curato don Luigi. Dal Concilio Vaticano II era stato presentato il nuovo catechismo che tutti avevamo accolto come una autentica rivoluzione. Proprio in quegli anni avevo cominciato a scoprire la bellezza del Vangelo vissuto, e sperimentavo su me stessa un profondo cambiamento.

Che senso aveva pregare se poi la mia giornata era lontana km e km da Dio.
Come potevo educare il nostro bambino quando facilmente perdevo le staffe.
E il rapporto con mio marito… perché perdeva freschezza e gioia di essere insieme?
Ricordo le semplici parole di mia sorella più giovane, ma molto più avanti di me spiritualmente: “ Come pensi di essere un dono per questi ragazzini, quando non formi te, prima di tutto?”

Avevo colto subito il valore di questo messaggio e mi ricordo che avevo accettato il suo invito ad un incontro nientemeno che alla Gran Guardia organizzato dai Focolari. Splendido! Così ho iniziato ad essere catechista con quest’anima rinnovata e che continuamente si rinnova.
Da otto anni ho cominciato a seguire i ragazzi delle medie, accompagnandoli al sacramento della Cresima. Questa è un’altra avventura che mi ha fatto cambiare ulteriormente, senza badare troppo alla mia età di potenziale... Nonna.

Ho trovato però dei bei “compagni di viaggio” più giovani di me, con diverse capacità e fantasia.
Sono stata coinvolta con loro anche nel Campo scuola, esperienza che non avevo mai fatta da giovane, per cui non sapevo neanche a cosa andavo incontro.
La cosa più bella è il lavoro di gruppo, l’offrire il proprio punto di vista, la propria idea, pronta a perderla se agli altri non piace, ma anche, cogliere quanto di bello c’è nell’idea dell’altro, nell’esperienza dell’altro più giovane di te.
Sto godendo in modo particolare di questo lavorare con i giovani in parrocchia , ascoltando anche le loro esperienze nel mondo della scuola, ben diverse da quella che è stata la mia esperienza.

È un mondo molto più complicato, intricante e aggressivo. Capisco quanto bisogno hanno i giovani d’essere ascoltati fi no in fondo e quante qualità hanno da far emergere: dobbiamo aver fi ducia in loro, parlare con loro, ascoltarli, così ci aiutiamo a crescere in comunità.